"Io sono la vite, voi i tralci"

 

LA PRIMA COMUNIONE DEI BAMBINI ITALIANI A SANT’ELISABETH

 

Domenica 03 Maggio 2015 alle ore 11:45 la comunità italiana di Esslingen ha vissuto un momento particolare durante la celebrazione eucaristica, dove 7 ragazzi hanno ricevuto per la prima volta il Corpo e il Sangue di Cristo. In questo giorno di festa e di gioia, hanno partecipato numerosi fedeli della nostra famiglia cristiana e i parenti ed amici di: Giada, Giorgia, Arianna, Marina, Chiara, Loris e Francesco.

Ha presieduto la Santa Messa, don Gregorio Milone, nostro Parroco e delegato zonale delle Missioni Italiane. Nella sua omelia, don Gregorio ha invitato i ragazzi e tutta l’assemblea a rimanere in Cristo Gesù per dare frutto.

“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto (...) Rimanete in me ed io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv, 15, 1-8).

Gesù s’identica come una pianta e noi cristiani siamo come i rami. Tra Gesù e noi, c’è un legame forte. È qui che troviamo il senso e l'importanza della Santa Messa, dove celebriamo l'Eucaristia in Memoria del Cristo Risorto. Il giorno della prima comunione è, e resta come l'inizio di una vera e propria catechesi, l’incontro con Gesù. Non è la fine di un percorso, ma solo l'inizio. Ogni giorno e ogni volta che riceviamo il Corpo e il Sangue di Gesù, rinnoviamo il nostro legame, la nostra Alleanza con Lui, ma anche e soprattutto, partecipiamo all'opera di Salvezza per cambiare questo mondo, questa società che si allontana sempre dall'Amore di Dio. E quindi, non basta ricevere Gesù nella propria casa, nel proprio cuore, ma la cosa più importante per noi cristiani, come dice il Vangelo di Giovanni, è: come possiamo rimanere in ques’amore? Non dobbiamo ospitare Gesù nella nostra vita ma dobbiamo fare in modo che Lui rimanga per sempre in noi, e noi in Lui. Cioè rimanere PER CRISTO, CON CRISTO E IN CRISTO.

Per questo, la nostra fede non deve essere debole, astratta, tiepida. Cristo, Parola di Dio fatta carne, cambia la nostra vita, il modo di testimoniare, il nostro essere cristiani. I nostri sette ragazzi hanno fatto un bel percorso spirituale nella conoscenza di Cristo e della Chiesa. Hanno imparato soprattutto le preghiere fondamentali della vita cristiana, e anche come vivere e valorizzare la preghiera personale e comunitaria ed essere attivi e non passivi nella Chiesa e nella società. Sono stati molto disciplinati e curiosi nel conoscere la Legge di Cristo: come amare Dio e il prossimo, come essere buoni cristiani a casa con i genitori, con i parenti e gli amici... anche con gli insegnanti a scuola insieme ai loro compagni di classe.

Sono perfettamente integrati nella cultura tedesca e parlano molto bene il tedesco. Questo percorso è stato anche un’occasione per loro di non dimenticare la cultura e la lingua madre italiana, anche se alcuni di loro parlano abbastanza bene l'italiano. Qualche volta i catechisti erano chiamati ad usare ambedue le lingue, cioè, l'italiano e il tedesco per spiegare alcune espressioni difficili. E questa è stata una ricchezza in più per loro.

Con i cuori aperti e gioiosi, facciamo tanti auguri a questi nostri bambini e soprattutto li vogliamo incoraggiare nel cammino che hanno intrapreso. I genitori, parenti e amici che li hanno sempre accompagnati per partecipare al catechismo non si stanchino mai di aiutarli in questa via di fede. Anche la comunità di Esslingen ha questa missione di dare una testimonianza perché sia sempre una famiglia dove tutti sono accolti come fratello e sorella.

Celebrare le prime comunioni e le cresime sono segni che dimostrano che la nostra comunità è viva e ha un futuro migliore, perché i giovani sono il futuro della Chiesa.

Un grazie a tutti quelli che hanno collaborato nella formazione di questi ragazzi. Pensiamo al nostro Parroco don Gregorio, ai catechisti (Marcello, Serafina e Alexis) e a tutta la comunità.

Alexis Kabwansongo

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